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Dollaro: tassi invariati e ripresa USA trainano il biglietto verde

dollaro 300Il 2015 potrebbe essere l’anno del dollaro. Parliamo di una valuta che era stata, colpevolmente, accantonata con troppa fretta a favore di un euro forte e capace di sostituire la moneta di Washington negli scambi.

La crisi però potrebbe raccontarci, alla fine della commedia, una storia diversa, con il biglietto verde che potrebbe ricominciare a salire la china ora che gli USA hanno cominciato a guidare la ripresa dei paesi industrializzati.

È un po’ questa la storia che ci siamo visti raccontare dal forex nelle ultime tornate, quando il dollaro USA è riuscito a recuperare terreno sull’Euro e a stabilire nuovi massimi sullo Yen Giapponese, valuta quanto mai in crisi e che continua una lenta svalutazione a causa delle manovre di QE del governo di Tokyo.

Lassismo per alleggerire l’Euro

Quello di cui gli osservatori internazionali hanno accusato l’Europa (e in particolare la BCE) è di operare con lassismo cercando di tirare fuori li continente dalla crisi per inerzia, più che per politiche economiche condivise.

Una di queste inerzie dovrebbe passare per forza dalla svalutazione dell’Euro, piano soft elaborato dalla BCE per far ripartire gli export dei PIGS, che però starebbe incontrando non pochi problemi sulle piazze internazionali, dove la valuta di Francoforte continua a difendersi senza troppi problemi.

Un 2015 con EUR/USD a 1,20-1,30

Quello su cui gli analisti sembrano riuscire a concordare, quasi all’unanimità, è che per il 2015 il rapporto tra Euro e Dollaro USA continuerà ad oscillare tra 1,20 e 1,30, ancora lontano dai massimi che si erano toccati in piena crisi dei mutui subprime.

UN rapporto che per molti ormai sta diventando naturale ed esemplificativo dei rapporti di forza tra le due economie.

Una notizia che non piacerà ai burocrati europei, che da tempi si auspicano una parità con il dollaro che consentirebbe alle economie europee più in difficoltà di rimettersi in sesto.

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