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Dollaro verso la parità con l’Euro: e potrebbe non essere finita

euro dollaro paritàI giorni del dollaro debole, del dollaro che sembra quasi una moneta di secondo piano rispetto al magnificente euro, potrebbero essere ormai soltanto un lontano ricordo. La moneta di Washington e della Federal Reserve continua infatti a correre e si avvia verso la parità con la moneta di Francoforte.

Le sedute della settimana infatti hanno oscillato tra gli 1,13 e gli 1,08, minimi che non si ricordavano praticamente dagli esordi della moneta unica europea e che aprono nuovi (e neanche troppo inquietanti) scenari nel mondo del commercio e della finanza.

Euro debole, spinta alle imprese italiane

Le imprese italiane hanno infatti tutto da guadagnarci da una situazione del genere: se è vero che importare semilavorati e prodotti finiti è più costoso, è altrettanto vero che un Euro debole favorisce le produzioni locali, sia per l’indotto sia per l’esportazione, dando una grossa mano ad un bilancia commerciale problematica come quella dei PIGS (Portogallo, Italia, Grecia e Spagna).

Fino a quando durerà?

L’economia americana sta vivendo un periodo di grande vivacità, con la disoccupazione in caduta libera, un buon ritorno alla crescita produttiva industriale e più in generale una salubrità che invece non possiamo riscontrare nelle economie europee. Questo significa soprattutto dollaro più forte, soprattutto contro una moneta, l’euro, che accusa dal canto suo invece un momento di estrema instabilità, con il QE della BCE che sta cominciando a produrre i suoi effetti.

Questo fino a quando però la FED non deciderà di invertire la rotta, intervenendo direttamente sulla quantità di dollari in circolazione non appena l’apprezzamento del dollaro si sarà fatto insostenibile per far continuare la crescita dell’economia statunitense.

Non è dunque possibile, almeno per il momento, fare previsioni di lungo periodo sull’andamento della coppia EUR/USD, né tantomeno sulle altre coppie che includono l’una o l’altra valuta.

A Wall Street però sono in molti a puntare sulla parità sul breve periodo: avranno ragione?

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