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Euro chiude ai massimi sul dollaro: si punta a quota 1.40?

euroSettimana chiusa alla grande per l’Euro, che sfonda quota 1.37 e chiude ai massimi di 1.385, cifra che solo qualche settimana fa nessuno si sarebbe aspettato, dati i buoni dati macro che arrivano dagli Stati Uniti e un’Europa che invece deve ancora fare i conti con le economie più deboli dei paesi membri.

Una notizia che è stata però accolta, almeno in Italia, in maniera piuttosto tiepida. Il rischio, per un’economia come la nostra che punta a battere sui prezzi la concorrenza delle altre esportazioni europee, è che una valuta forte finisca per danneggiare una bilancia commerciale già sbilenca.

Dall’altro lato si gioisce, soprattutto per le produzioni energy intensive, che si vedranno recapitare una bolletta più leggera grazie al calo del prezzo delle materie prime, almeno se acquistate in Euro.

Qualcuno però continua a chiedere manovre di easing

Qualcuno però, soprattutto tra gli economisti più vicini all’economia reale, continua a chiedere operazioni di easing da parte della BCE, la Banca Centrale Europea.

Economie alla canna del gas come quella italiana, quella greca, quella slovena, quella spagnola e quella portoghese si gioverebbero e non poco di una immissione di liquidità che farebbe ripartire, almeno momentaneamente, economie strozzate da debiti insostenibili e l’incapacità conseguente di investire sul futuro.

Secondo molti si punta a 1.40

Se si riuscirà a superare la resistenza a 1.39 l’Euro punterebbe dritto a quota 1.40 e oltre, aprendo scenari che l’economia mondiale non sembrava pronta ad affrontare, e che potrebbero creare non pochi problemi a economie europee che hanno bisogno di un Euro più debole per far fronte a debiti contratti in euro e per proporre prodotti più economici su mercati mondiali sempre più attaccati dalla manifattura cinese a bassissimo costo.

Scenari foschi, dove la Fed si muove per tirare ovviamente acqua al suo mulino, e dove purtroppo invece la BCE continua a fare orecchie da mercante, ligia al suo regolamento mentre l’Europa, almeno economicamente, rischia di andare davvero a rotoli.

Chissà se questa volta a Francoforte ascolteranno il grido d’aiuto dei PIGSS, con la seconda S che ormai simboleggia un paese entrato a pieno diritto nel novero delle economie disastrate dell’EU, la Slovenia.

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