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Forex e interessi della banca centrale: una guida alla comprensione

Forex e interessi della banca centraleTra i market mover più potenti spiccano i tassi di interesse. Questi vengono in genere decisi dalle banche centrali. Il loro impatto è così forte da generare effetti anche quando un’autorità parla di una loro modifica. Di seguito, una guida alla comprensione del rapporto tra forex e interessi.

Cosa sono i tassi di interessi e a cosa servono

I tassi di interesse regolano, in estrema sintesi, il costo del denaro. Esistono svariate tipologie. La più importante è rappresentata dai tassi di riferimento. Questi indicano con quale interesse la banca centrale presta denaro alle banche commerciali.

Importanti sono anche i tassi sui depositi, che indicano invece con quale interesse le banche commerciali possono depositare del denaro nei “forzieri” della Bce.

I tassi di riferimento e i tassi sui depositi sono importanti perché possono essere utilizzati per diminuire o accrescere la massa di denaro presente in un sistema economico. Se il denaro costa di più, le banche ne acquisiranno di meno e offriranno meno prestiti.

Analogamente, sei i tassi sui depositi diminuiscono, alle banche conviene di meno “mantenere il denaro fermo”, dunque lo reinvestirà nel sistema economico.

Tassi di interesse e forex

Come tutto ciò può influire sul forex? L’influenza è, in verità, molto forte. Il nocciolo della questione risiede nella teoria della circolazione della moneta.

In estrema sintesi, se la massa monetaria aumenta, la moneta tenda a svalutarsi. Analogamente, se la massa monetaria decresce, la moneta tende rivalutarsi. E’ ovvio, quindi, come ogni notizia che riguardi gli interessi della banca centrale possa – e debba – interessare i trader.

Ovviamente, a decretare il valore della moneta intervengono tanti altri fattori, sicché la manipolazione dei tassi non sempre porta gli effetti sperati. Un caso esemplare riguarda l’euro e le manovre decise da Mario Draghi.

L’euro è troppo forte e questo è un male per l’economia (soprattutto in chiave export). Soprattutto, l’Europa è praticamente in deflazione.Il presidente della Bce ha dunque pensato a delle politiche monetarie espansive e ha tagliato drasticamente gli interessi.

Tutti gli sforzi potrebbero risultare vani: la crescita è ancora moderata, e questo scoraggia gli investitori. Inoltre, l’euro – vista anche la sua tendenza a rivalutarsi – è considerato un bene rifugio, e questo non fa che peggiorare la situazione

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