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Forex in Italia: come dichiarare i guadagni?

Come dichiarare i guadagni nel forexSe è vero che nel forex si guadagna, allora quei guadagni vanno tassati. Una semplice verità, questa, che però fino a pochissimi anni fa era sconosciuta ai trader, i quali hanno sempre creduto – a ragione, in un certo senso – che i profitti generati grazie al mercato delle valute fossero esentasse.

Certo, il legislatore ha fatto un po’ di confusione. Dopo qualche anno di tentativi, però, la situazione è stata chiarita. I guadagni del forex sono tassabili, dunque vanno dichiarati. Di seguito, una panorama sulla tassazione e qualche istruzione per dichiarare i propri profitti.

Forex e tasse: la situazione attuale

Niente Irpef per i redditi del Forex. L’unica tassa da pagare è quella sui Capital Gain. L’aliquota è abbastanza sostanziosa. Si attesta infatti al 26%. L’ultimo cambiamento, purtroppo non favorevole, è stato registrato proprio a luglio di quest’anno, quando l’aliquota è stata alzata di sei punti percentuali.

Ricordiamo, però, che i redditi da lavoro subiscono generalmente una imposizione più alta. Altri strumenti finanziari, però, come i titoli di Stato, godono di una pressione fiscale ben più leggera.

La tassa sui Capital Gain non si paga sempre e comunque. Affinché i profitti siano tassabili, questi devono superare i 51.649 euro e devono “rimanere in portafoglio” per almeno una settimana. Questo vuol dire che se i profitti – sempre se superiori a quella cifra – diventano “qualcosaltro” (dollari, yen?) prima di sette giorni, diventano “non tassabili”.

La tassazione delle plusvalenze derivanti dalla cessione di valute provenienti da depositi e conti correnti si ha solo nel caso in cui la giacenza in valuta nei depositi e conti correnti complessivamente sia superiore a € 51.645,69 per almeno 7 giorni lavorativi continui nel periodo d’imposta in cui la plusvalenza è stata realizzata“.

Come dichiarare i guadagni nel forex

A chiarire le idee è stata l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 67/E diffusa circa sei mesi fa. L’ente chiama i profitti plusvalenze, ma nella sostanza non cambia nulla.

Il documento da compilare è il Modello Unico per le Persone Fisiche. Le plusvalenza vanno riportate nel quadro ST, sezione II-B.

Dopodiché, ovviamente, occorre versare la tassa. Alla plusvalenza complessiva va applicato il 26%. La cifra va poi inserita nel modulo F24, con il codice tributo 1100.

Et voilà. Il gioco è fatto (si fa per dire).

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2 commenti

  1. Buongiorno,
    Ho molto apprezzato il vs articolo “Forex in Italia: come dichiarare i guadagni”. Da poco tempo ho aperto anche un piccolo deposito presso una nota società in opzioni binarie. Avrei gentilmente da rivolgervi tre domande se possibile:
    1) Eventuali prelievi/movimenti sui guadagni effettuati, girati di volta in volta sul proprio c/c, come si registrano ai fini fiscali? (In sostanza, è sufficiente archiviare le contabili bancarie ai fini della dichiarazione redditi?)
    2) Come si dichiara, o si “inquadra”, il totale annuo “guadagnato” nella dichiarazione dei redditi?
    3) Sarebbe possibile avere il collegamento della Risoluzione 67/E (Agenzia delle Entrate) che voi menzionate. Su internet non sono riuscito a trovarla in alcun modo.
    Cordiali Saluti, Fabio

  2. Salve, tutto quello che ha chiesto fabio interessa anche a me. Si può avere qualche risposta anche in privato?
    Grazie

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