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Guida completa al metodo Fibonacci sul forex

Fibonacci del ForexIl metodo Fibonacci procede dalle teorie elaborate dall’omonimo matematico del XII secolo.

Queste riguardano una vasta gamma di fenomeni naturali ma possono essere utilizzate anche per fenomeni più “artificiali” come il trading e, in ultima istanza, il forex.

Ecco una guida breve ma esaustiva sull’utilizzo del metodo Fibonacci nel mercato valutario

Il senso del binomio forex-Fibonacci

La scoperta di Leonardo Fibonacci consiste nel fatto che in molti fenomeni naturali (principalmente in quelli biologici come la crescita di una pianta o di un albero) le “cose” tendono ad evolvere seguendo un modello preciso.

In estrema sintesi, il rapporto tra uno stato e quello precedente è sempre lo stesso. Graficamente, il modello è rappresentabile come una spirale.

Questa evidenza rende possibile prevedere l’andamento di un oggetto nel suo percorso di crescita. Questa frase è la chiave di volta per comprendere perché Fibonacci è così importante nel trading e nel forex. Se si ammette che anche il mercato è un fenomeno naturale, è possibile prevedere l’andamento delle quotazioni seguendo il metodo Fibonacci.

Fibonacci nel forex

L’applicazione “in stile Fibonacci” più utilizzata nel forex sono i rintracciamenti. Questi non sono altre che delle fasce che dividono il grafico. Ogni fascia inizia a partire da una percentuale ricavata sull’asse delle ordinate. Le percentuali non sono affatto casuali, ma ricalcano la teoria del matematico fiorentino.

Il rapporto tra una percentuale e quella precedente è infatti dell’1,615 (o tendente a questo numero), lo stesso rapporto che troviamo nella serie di Fibonacci.

Come si utilizzano questi rintracciamenti? E’ molto semplice. Quando un prezzo prosegue per una direzione x, poi inverte la rotta, tocca un rintracciamento, e poi punta nuovamente verso x, allora avremo un segnale forte riguardo il trend x. Il segnale è tanto più forte quanto è più profondo il rintracciamento (rispetto al prezzo di partenza).

Fibonacci: un esempio

Ovviamente, questa è una regola generale. Nella pratica, la forza – ma anche la natura stessa del segnale – dipende dal rintracciamento toccato, o violato, e dai movimenti successivi. Ecco fase dopo fase ciò che accade e può accadere ai trader che utilizzano i rintracciamenti di Fibonacci.

1. Identificazione dei pivot points, ossia dei punti di riferimento che, molto banalmente – almeno in questo caso – corrispondono a un minimo e a un massimo. Tocca all’investitore decidere quale minimo e quale massimo vadano presi in considerazione, e quindi il range di sessioni ivi compreso.

2.Identificazione dei rintracciamenti. Il punto 0 corrisponde al massimo, il punto 100 corrisponde al minimo. A partire da questi dati verranno costruite le fasce, in base alla sequenza di percentuali 38, 50, 62. Le linee che fungono da confine per le fasce vengono appunto chiamate rintracciamenti.

3. Uptrend. In caso di trend positivo, se il valore scende fino al rintracciamento 38 e poi risale, siamo di fronte a un segnale di rafforzamento. Se il valore scende fino al 50 e poi risale superando il 38, il segnale è ancora più forte. Se scende sotto il 50 e poi rimane in fascia, siamo di fronte alla possibilità di una inversione di trend.

4. Downtrend. In caso di trend negativo, se il valore sale fino al rintracciamento 62 e poi riscende, siamo di fronte a un segnale di rafforzamento. Se il valore sale fino al 50 e poi riscende superando il 62, il segnale va considerato intensissimo. Se, infine, sale oltre il 50 ma non sfonda il successivo rintracciamento, è possibile una inversione di trend.

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