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Investire sull’oro: quali banche italiane lo permettono

Le banche per investire sull'oroL’oro è il bene rifiugio per eccellenza. In tempi di crisi, soprattutto finanziariaria, gli investitori hanno più fiducia nel metallo giallo che nelle valute tradizionale. Anche in Italia c’è un numero discreto di investitori in oro. Molti vorrebbero farlo ma non sanno dove. La domanda che sorge spontanea è: quali banche in italia lo permettono?

Investire in oro, le due strade

E’ facile dire “investo in oro”. Oltre all’incognita del dove, occorre chiarire il come. Esistono infatti due metodi radicalmente diversi.

Il primo consiste nell’investire nell’oro “cartaceo”, quindi non fisico. L’investitore non possiderà nemmeno un grammo della commodity, ma solo qualche “pezzo di carta”. Si tratta, essenzialmente, di derivati che si legano al prezzo di questa materia prima.

Il secondo consiste nell’acquistare lingotti veri e propri, in genere puri almeno 99,5% e pesanti 12,5 kg. Ogni lingotto deve essere verificato attraverso il processo di “saggiatura”. Inoltre deve essere contenuta nel sistema ufficiale di caveau (deciso dalla Banca d’Italia). Quando l’oro esce da questi depositi, rischia di andare incontro alla svalutazione perché possono danneggiarsi.

Il primo metodo ha il pregio di non richiedere la saggiatura ma in teoria porre in essere il rischio di insolvenza da parte dell’emittente. Il secondo metodo non comporta questo pericolo ma ha lo svantaggio della potenziale svalutazione e del processo di saggiatura.

Le banche per investire in oro

Quali sono le banche che permettono di investire in oro? In verità, se si tratta di oro “non fisico” la stragrande maggioranza delle banche consentono l’investimento. Molti più ostacoli si incontrano se l’oro in questione è “fisico”, ossia in lingotti. In primis è necessaria la presenza di un caveau conforme al sistema; in secondo luogo è necessaria la certificazione di appartenenza al sistema stesso.

In Italia solo due banche permettono l’investimento in oro fisico. La prima è la Banca d’Italia, che tra l’altro custodisce le riserve nazionali (2450 tonnellate, pari a 110 miliardi di euro).

La seconda, magari più alla portata di mano, è la Banca d’Etruria. Questa offre dei caveau conformati alle regole internazionali. L’oro che l’investitore decidere di depositare verrà separato fisicamente dai possedimenti altrui e verrà assicurato.

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